Ance Palermo
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10-12-2018

Subappalto illecito, attenzione all'affidamento di lavori

É stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 281 del 3 novembre 2018, la legge 1 dicembre 2018, n. 132 che riguarda la conversione in legge del cosiddetto “decreto sicurezza”, o anche “decreto Salvini”. La legge, tra le altre diposizioni, conferma rilevanti novità tra gli appalti pubblici ed, in particolare il cosiddetto “subappalto illecito” (articolo 25), reato che si consuma quando “Chiunque, avendo in appalto opere riguardanti la P.A., concede, anche di fatto, in subappalto o cottimo, in tutto o in parte, le opere stesse senza autorizzazione del committente” (art. 21, co. 1, L. 646/1982).

Per questo genere di reato la pena della reclusione è stata aumentata da 1 a 5 anni, in luogo del precedente arresto da 6 mesi ad 1 anno, e l’applicazione della multa, in luogo della precedente ammenda, deve avere valore non inferiore a un terzo del valore del subappalto e non superiore a un terzo del valore dell’appalto.

Parimenti, nei confronti del subappaltatore e dell'affidatario del cottimo, secondo la nuova formulazione, la reclusione è di 5 anni e la multa è pari ad un terzo del valore dell'opera ricevuta in subappalto o in cottimo. In questi casi, si ricorda, tra l’altro, la stazione appaltante ha la facoltà di chiedere la risoluzione del contratto. La trasformazione del reato da contravvenzione a delitto determina, anche, l’allungamento di diversi termini previsti dalla disciplina penalistica, tra cui:

 - la prescrizione del reato, che passa da 4 anni a 6 anni calcolati dal giorno in cui si assume che sia stato commesso il fatto di reato di cui all’art. 157 c.p.),

- l’estinzione del reato, che passa da 2 a 5 anni, a far data dalla sentenza di patteggiamento (e ove sia stata irrogata una pena detentiva non superiore a due anni) o di condanna con decreto penale (cfr. rispettivamente agli artt. 445, co. 2, e 460, co. 5 c.p.p.).

Vogliamo, pertanto, invitare le imprese associate a prestare particolare attenzione oltreché al subappalto in senso stretto, anche ai sub-contratti di fornitura con posa in opera e ai noli a caldo (cd. “similari” ai subappalti), per i quali l’appaltatore deve chiedere l’autorizzazione, anche per silenzio assenso, pena il concretizzarsi proprio del reato di subappalto illecito.

Si ricorda che le forniture con posa in opera e i noli a caldo sono soggetti alla stessa disciplina prevista per il subappalto (compresa l’autorizzazione)  se:

 1. “singolarmente di importo superiore al 2 per cento dell'importo delle prestazioni affidate o di importo superiore a 100.000 euro;

2.  qualora l'incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore al 50 per cento dell'importo del contratto da affidare” (art. 105, co. 2 del d.lgs. 50/2016).