Ance Palermo
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19-06-2020

No allo split payment, il presidente Miconi scrive ai senatori Schifani e Faraone e ai deputati Miceli e Varrica

Il presidente di Ance Palermo Massimiliano Miconi ha inviato una lettera ai senatori Renato Schifani e Davide Faraone e agli onorevoli Adriano Varrica e Carmelo Miceli per richiamare l’attenzione sulla gravità della decisione annunciata dal Governo di richiedere alla Commissione Europea un’ulteriore proroga triennale del meccanismo della scissione dei pagamenti (cd. split payment – art.17-ter, DPR 633/1972), la cui scadenza era invece fissata al prossimo 30 giugno 2020.

“Si tratta di una misura gravissima che, sin dal 2015, - scrive Miconi - ha compromesso l’equilibrio finanziario delle imprese operanti nei confronti della pubblica Amministrazione, specie di quelle di più ridotte dimensioni, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza. Una nuova proroga triennale dello split payment – continua il presidente di Ance Palermo - vanificherebbe del tutto gli enormi sforzi che gli operatori economici stanno facendo per salvaguardare il proprio l’equilibrio finanziario nella delicatissima fase sanitaria ed economica che stiamo vivendo, che, per il settore delle costruzioni, si aggiunge tra l’altro agli effetti deleteri di una crisi perdurante e senza precedenti. Pertanto, chiediamo un ripensamento totale sull’opportunità di reiterare ulteriormente l’operatività di un simile meccanismo, estremamente dannoso per le imprese e con una portata troppo ampia rispetto alla tutela dell’interesse erariale posto a fondamento dell’introduzione dello stesso. Lo Stato, infatti, attraverso la fatturazione elettronica, in vigore sin dal 2015 nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni ed ora applicata a tutti i rapporti commerciali anche tra privati – conclude la nota - già dispone di uno strumento di controllo fiscale e di contrasto all’evasione nel comparto IVA che assicura la massima trasparenza e tracciabilità delle operazioni economiche, semplificando e garantendo adeguata tempestività alle verifiche tributarie”.