Ance Palermo
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30-08-2018

Importante sentenza del Consiglio di Stato sul cosiddetto "Taglio delle ali"

Il Consiglio di Stato, nella pronuncia n.4821 pubblicata il 6 agosto scorso, ha affermato che, nel calcolo dell’anomalia, il cosiddetto taglio delle ali va operato applicando il criterio del blocco unitario (o “criterio relativo”), 

preferibile rispetto al cosiddetto “criterio assoluto, ribadendo in tal modo l’orientamento “definitivo” contenuto in una precedente pronuncia, in adunanza plenaria, che tuttavia si riferiva a una controversia sorta in vigenza del vecchio codice appalti.

Ciononostante, dice in sostanza la sentenza n.4821, tale orientamento resta pienamente valido sia rispetto alle norme attuali (cioè l’articolo 97 del Dlgs 50/2016, incluse le modifiche introdotte dal correttivo), sia rispetto al venir meno dell’articolo 121 del regolamento 207/2010 (abrogato dal nuovo codice e relativo alla disciplina sulla gestione delle offerte anomale previste dal Dlgs 163).

Va ricordato che:

- il criterio del “blocco unitario” detto anche “criterio relativo” impone di considerare, ai fini della determinazione matematica della soglia di anomalia, le offerte con identico ribasso quali offerta unica, vuoi che si collochino al margine delle ali, vuoi che si collochino all'interno delle stesse;

- il “criterio assoluto”, invece, impone la distinta considerazione delle singole offerte, pur quando caratterizzate dal medesimo ribasso.

Secondo la pronuncia dell'Adunanza plenaria, gli argomenti che portano a tale decisione sono diversi:

a)di carattere testuale (discendenti dalla comparazione del primo e del secondo periodo dell'articolo 121, comma 1, primo e secondo periodo, del d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, dal cui confronto emerge la distinzione tra le offerte intermedie, escluse dal “taglio delle ali” - per le quali opera il c.d. criterio assoluto - e le offerte estreme o marginali, interessate dal “taglio delle ali”, per le quali opera invece il c.d. criterio relativo);

b) di carattere sistematico (connesse alla finalità complessiva di salvaguardare l'interesse pubblico al corretto svolgimento delle gare e a prevenire manipolazioni delle gare e dei relativi esiti, ostacolando condotte collusive in sede di formulazione delle percentuali di ribasso)».

In allegato la pronuncia del Consiglio di Stato n.4821/2018




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