Ance Palermo
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COMUNICAZIONE

Comunicato Stampa

 

Data: 23/09/2010

 

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MILLE POSTI DI LAVORO PERSI E GARE D’APPALTO IN NETTA DIMINUZIONE

Gli edili agli amministratori: "Dateci le aree e costruiremo immobili e servizi a spese nostre" - Nella sola provincia di Palermo sono circa mille i posti di lavoro persi negli ultimi due anni nel settore dell’edilizia. A marzo 2008 gli operai regolarmente impiegati erano 10.906. Nello stesso mese del 2010 sono stati 9.940. Disastrosa la situazione delle gare d’appalto per lavori pubblici con un trend in netto calo. A settembre dello scorso anno ne erano state aggiudicate 57, per un importo complessivo a base d’asta di 28.212.838 euro, contro le 14 della prima metà del mese nel 2010, per un importo di 1.389.494 euro. Un dato parziale, quest’ultimo, riferito alle prime due settimane di settembre, ma già emblematico di una crisi del settore che appare in continuo peggioramento. Inoltre, nell'ultimo anno è raddoppiato l’importo speso dalla cassa edile per pagare la malattia degli operai. “L’anno scorso – spiega Fabio Sanfratello, presidente della Cepima, la Cassa Edile e vice presidente dell’Ance Palermo, l’associazione dei costruttori edili – abbiamo speso 300 mila euro. Quest’anno siamo arrivati a circa 600 mila. Di fatto, l’indennizzo per malattia è diventato un ammortizzatore sociale e questa situazione è diventata insostenibile”. A Palermo e provincia, al momento, si lavora su tre grandi fronti: gli appalti per la realizzazione del passante ferroviario e della metropolitana e il raddoppio della linea ferrata a Cefalù. “Fatta eccezione per questi cantieri pubblici e per le commesse di alcuni privati per la costruzione di centri commerciali - continua Sanfratello - in città nulla si muove e ogni giorno registriamo un aumento in percentuale nella perdita di posti di lavoro. Per questo diciamo ai nostri amministratori di dare più spazio agli imprenditori del settore che, ormai settimanalmente, chiedono di ottenere le autorizzazioni a realizzare opere finanziate con fondi propri (project financing)”. “Dateci le aree e/o immobili inutilizzati – conclude Sanfratello – e noi le trasformeremo realizzando immobili e servizi per i cittadini e, nel contempo, produrremo opportunità di lavoro, risparmio di risorse economiche pubbliche ed introiti per le casse pubbliche. Pensiamo, ad esempio, all’affidamento alla gestione di privati del lungomare palermitano abbandonato da oltre 50 anni, alla gestione degli impianti sportivi comunali, alla realizzazione e gestione di parcheggi, alla realizzazione della stazione per i pullman privati (opere attesa da oltre 30 anni), alla realizzazione di alloggi popolari e/o di edilizia convenzionata per i ceti meno abbienti per soddisfare l’enorme esigenza abitativa, alla realizzazione di scuole ed edifici pubblici, alla valorizzazione del parco del fiume Oreto, alla realizzazione di spazi verdi attrezzati e di centri culturali. Come Ance Palermo e come cittadini chiediamo fatti concreti all’amministrazione comunale al governo regionale e dell’amministrazione statale. Siamo pronti a collaborare con le istituzioni e speriamo che qualcuno ascolti il nostro disperato grido di allarme”.