Ance Palermo
Ance Palermo
WEB MAIL

COMUNICAZIONE

Comunicato Stampa

 

Data: 04/09/2010

 

Image Field

EDILIZIA POPOLARE, LETTERA APERTA A SINDACO E CONSIGLIO COMUNALE

Firmata da 22 tra ordini professionali e associazioni di categoria. A rischio la proroga dei finanziamenti per costruire alloggi - A Palermo non si possono costruire alloggi perché mancano le cosiddette aree Pep, le aree di edilizia popolare. A fronte di un fabbisogno, già accertato dall’Università, di circa 7.200 alloggi, l’unica risposta che si ottiene dal Consiglio comunale, che dovrebbe dare il via libera alla delibera sul fabbisogno abitativo, è la mancata discussione dell’atto. Un fatto gravissimo secondo l’Ance Palermo che, per la prima volta, ha riunito intorno ad un unico tavolo ventidue tra ordini professionali di Ingegneri, Architetti, Geologi e Geometri, sindacati e associazioni di categoria, Confindustria Palermo, Lega Cooperative, Confcooperative, Agci, Unci, Oice, Fillea cgil, Filca cisl, Fenea uil, Cgil, Cisl, Uil, Cna, Claai, Anepa Confartigianato, Casartigiani e Api Palermo, con l’obiettivo di trovare una linea d’azione comune. Il primo risultato è una lettera aperta inviata al sindaco Diego Cammarata e al Consiglio comunale con la quale si sollecita Sala delle Lapidi ad approvare in tempi rapidi il piano, altrimenti rischiano di andare in fumo la proroga dei finanziamenti per l’edilizia agevolata e la possibilità di costruire nuovi alloggi a Palermo. “La crisi occupazionale che sta sconvolgendo il settore dell’edilizia, nella nostra città, ha raggiunto, in questi giorni, livelli di gravità tali da minacciare le radici stesse della nostra convivenza - si legge nella nota - . A questo si aggiunge l’aggravarsi di una crisi abitativa che, ogni giorno, si manifesta in tutti i modi: dall’occupazione selvaggia delle case popolari, agli sfratti, alle famiglie che dormono in auto. La recente proroga di due anni dei finanziamenti per la realizzazione di interventi di edilizia agevolata e le altre risorse disponibili per l’edilizia economica e popolare sono una occasione da non perdere per dare una risposta immediata alla crisi, permettendo la realizzazione di case a basso costo, senza sottostare al ricatto della speculazione sulle aree edificabili. Di fronte a ciò, l’Amministrazione della città, il Consiglio Comunale e tutte le forze politiche hanno l’obbligo istituzionale di dare un’adeguata risposta a questi problemi, superando le contrapposizioni che hanno paralizzato, in questi anni, l’azione amministrativa e di farsi carico di rendere possibile un grande piano di housing sociale che dia una risposta immediata, per una parte, alle esigenze abitative di molte famiglie, di giovani coppie, di extracomunitari, di anziani e, dall’altro, di contribuire alla ripresa del settore dell’edilizia che è, attualmente, allo stremo. Per tutto ciò - conclude la lettera - le associazioni di categoria chiedono con forza ed urgenza, a tutta la classe politica cittadina di permettere alla nostra città di poter avere, in tempi brevi, un nuovo grande piano di zona per l’edilizia residenziale pubblica (economico-popolare e agevolata) nel rispetto degli standards (verde, servizi, parcheggi, scuole, asili, palestre, etc) che permetta sia di riqualificare le periferie, che gli ambiti più degradati del centro storico”.